• Facebook Icona sociale

CONTATTI

CONTATTACI

Via Parmenide, 70

84131 Salerno SA  IT

l Papa Niccolò II, durante il primo Concilio di Melfi, nomina Roberto il Guiscardo, Duca di Puglia e Calabria

     I Normanni 

Roberto d'Altavilla detto il Guiscardo

Roberto Il Guiscardo e

Ruggero I° di Sicilia

I normanni in Italia

[1]     Quando i Normanni vi giunsero per la prima volta, il Mezzogiorno d'Italia era una realtà complessa per la diversità delle tradizioni sociali, amministrative e religiose generate dalla promiscuità etnica: fin dal X secolo, esso consisteva di nove Stati: Emirato Musulmano di Sicilia;  Catapanato bizantino d'Italia - per metàtesi divenuto Capitanata - comprensivo di Calabria e Puglia;  Principati Longobardi di Benevento, Salerno e Capua; Ducati di Gaeta, Napoli, Sorrento e Amalfi. Nel Sud insulare, poi, dopo varie incursioni saracene successive alla morte del Profeta Maometto, si erano insediati i Musulmani che, incoraggiati dai Napoletani, in cambio di concessioni commerciali, in una manciata di lustri avevano imposto all'autocrazia bizantina di arretrare e avevano reso la Sicilia il più prestigioso avamposto del Nord Africa.

Crocevia fra Europa e Africa, essa realizzò il grande sogno dei Normanni che, sfruttando i sentimenti antibizantini delle popolazioni meridionali e mirando a conseguire legittimazione istituzionale, sullo sfondo del grande scisma apertosi fra le Chiesa d'Oriente e d'Occidente e della frantumazione del progetto di alleanza romano-bizantina, avviò un’articolata e compatta campagna di conquista muovendo dal teatro della loro grandiosità militare: la Puglia. In meno di due secoli, la civiltà normanno-arabo-occidentale, testimoniata da una realtà intellettuale, economica, artistica ed architettonica senza pari, trasformò il territorio in una sorta di Terra promessa e spianò la via al leggendario Stupor Mundi: Federico II.

Dunque non furono i Barbari del Nord iperboreo, insediati nella Normandia donde mutuarono il nome, a conquistare il Sud, ma fu piuttosto il Sud a conquistare loro. Essi, tuttavia, condussero il territorio nell'orbita occidentale, restituendolo alla confessione romana, al linguaggio latino ed alla cultura europea instaurando nel Meridione una unità politica mai realizzata prima, mai più dopo.

Quella straordinaria pagina di Storia si saldò fin da subito ai destini di due grandi famiglie, divenute poi due grandi dinastie tese alla comune ambizione di controllare le magiche terre oltre i confini della Chiesa: i Drengot e i d'Hauteville, la cui infaticabile attività militare dette vita, nel Natale del 1130, al più prestigioso Stato unitario a forma monarchica mai conosciuto, malgrado le loro vicende si aggrovigliassero in parentele che accesero antagonismi violenti; rivalità spietate ed odi irriducibili.

([1]Dai Drengot ai d’AHauteville: Viaggio nell’Italia dei Normanni – di Ornella Mariani).

 

Nel 1077 la capitale del Ducato, unito al Ducato di Calabria, divenne Salerno. Questo ducato detto di Puglia e Calabria, che comprendeva gran parte del Mezzogiorno continentale, fu annesso nel 1130 al Regno di Sicilia da Ruggero II. ducato di Puglia e Calabria. Il titolo di Conte di Puglia e Duca di Puglia, o delle Puglie, continuò ad essere assegnato da parte dei reggenti Angioini, della Corona d'Aragona e della famiglia Borbone di Napoli all'alta aristocrazia del Regno delle Due Sicilie.

Quindi Salerno è stata la prima capitale del futuro Regno delle due Sicilie.

I normanni a Salerno

Nella prima meta dell’anno 1000, grazie all'alleanza con i normanni, Guaimario IV era riuscito ad impossessarsi del principato di Capua, di Amalfi, Sorrento e Gaeta.
Nel settembre 1042, inoltre, Guaimario aveva approvato a Melfi l'elezione a conte di Puglia di Guglielmo d'Altavilla, detto Braccio di Ferro (fratello minore di Roberto il Guiscardo), ricevendone in cambio il vassallaggio e l'acclamazione a Duca di Puglia e Calabria (all'inizio del 1043), in aperta opposizione alle rivendicazioni bizantine.

L'alleanza tra Longobardi e Normanni fu quindi consolidata con il matrimonio di Guglielmo d'Altavilla con Guida, figlia del fratello di Guaimario, Guido, duca di Sorrento.

Il 3 giugno 1052, Guaimario viene assassinato da una congiura capeggiata dai suoi cognati – probabilmente ispirata e sostenuta dagli amalfitani e dai bizantini - uno dei quali, Pandolfo, viene eletto principe al suo posto con il nome di Pandolfo III mentre Sichelgaita viene imprigionata insieme al fratello Gisulfo, alle sue sorelle e ad altri familiari di Guaimario nel castello di Arechi. Ma il fratello di Guaimario, Guido, miracolosamente scampato alla cattura, riuscì a raggiungere a Melfi la sorella Gaitelgrima, moglie del condottiero normanno, nonché all'epoca vassallo di Guaimario, Umfredo d'Altavilla.
Guido tornò quindi a Salerno alla testa dell'esercito normanno e la cinse d'assedio intavolando una trattativa con l'usurpatore che accettò di liberare i prigionieri in cambio della propria vita e dei suoi congiunti. Guido insedia quindi il nipote Gisulfo sul trono del Principato ma i Normanni, che non si ritengono vincolati ai patti siglati da Guido, trucidano Pandolfo e 36 dei suoi familiari, tanti quante erano state le pugnalate rinvenute sul corpo del Guaimario.

 Per ragioni non del tutto chiare Gisulfo II entrò presto in conflitto con i Normanni e nel 1057 fu costretto ad inviare una ambasceria a Roberto il Guiscardo perchè ponesse fine alle scorrerie del fratello Guglielmo che devastavano le sue terre. In cambio della sua protezione il Guiscardo chiese la mano di Sichelgaita. Gisulfo e suo zio Guido, contrari a queste nozze che avrebbero spianato al Guiscardo la strada per rivendicare le terre del Principato di Salerno, tentarono dapprima di ammorbidire Guglielmo dandogli in moglie una delle figlie di Guido, Maria, ma alla fine furono costretti a capitolare. Il matrimonio fu celebrato a Melfi probabilmente nel 1059.

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now