• Facebook Icona sociale

CONTATTI

CONTATTACI

Via Parmenide, 70

84131 Salerno SA  IT

Opulenta Salernum

La moneta coniata da Siconolfo per il Principato di Salerno

Antica illustrazione di Salerno

     Salerno, una città che le stesse monete definiscono “opulenta”, al momento del suo massimo splendore;  è significativo che Amato di Montecassino definisca Salerno come la “terra che produce latte e miele”,  le stesse parole con cui, nella Bibbia, viene definita la Terra Promessa, simbolo di ricchezza e fertilità. Come dargli torto? La Salerno di questa prima metà dell’XI secolo è una città ricca e dinamica, protesa verso il Mediterraneo,  che importa ceramiche pregiate dalla Grecia e dalla Sicilia islamica, in cui l’aristocrazia imita il modo di vivere dell’alta società di Costantinopoli. Il suo sovrano, Guaimaro IV, è lodato da tutti i cronachisti, nessuno escluso, per il suo buon governo e la sua magnanimità;  in particolare, per aver accolto nel suo regno e preso al suo servizio, come aveva fatto suo padre Guaimaro III, delle bande di guerrieri a cavallo provenienti dal Nord della Francia, di lontana origine vichinga, che cercano fortuna in questa terra che produce latte e miele,  i Normanni;  cadetti di famiglie come i Drengot e gli Hautville, che, non avendo un proprio feudo, sono costretti a mettere le proprie armi al servizio di un signore. Grazie all’aiuto di questi mercenari che d’altronde, seguendo le usanze della madrepatria, hanno eletto Guaimaro a loro signore feudale, e grazie a un’abile politica con l’imperatore Corrado II,  il principe di Salerno ha potuto annettersi il principato di Capua, e i territori di Amalfi, Sorrento e Gaeta; non solo, ben presto questi mercenari s’impadroniscono della Puglia, strappandola ai bizantini, investendo così Guaimaro del titolo di duca delle Puglie e delle Calabrie e rendendolo di fatto il signore dell’Italia Meridionale.

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now